Dilemma etico. E tu cosa faresti?

Il tuo club ha lavorato instancabilmente per aiutare ad eradicare la polio per decenni e alcuni dei vostri soci hanno facevano già parte del Rotary al lancio dell’iniziativa. I dirigenti del tuo club stanno cercando di pianificare modi efficaci per riconoscere la Giornata Mondiale della Polio di quest’anno, ma alcuni soci sono affaticati dalla pandemia e si sentono meno motivati a partecipare rispetto agli anni passati.

Altri soci più giovani del vostro club e dei club Rotaract vicini hanno difficoltà a capire l’iniziativa, non essendo mai cresciuti in un Paese dove la polio era un problema. Questi soci ritengono che gli sforzi del Rotary dovrebbero concentrarsi su questioni più attuali, come la pandemia del COVID-19.

Tu pensi che sia importante continuare a portare avanti le iniziative per World Polio Day fino all’eradicazione della malattia in tutto il mondo e portare a termine la missione che i soci del Rotary si erano prefissati decenni fa.  Tu vuoi educare e motivare anche gli altri.

Tu cosa faresti?

Mostra il tuo supporto all’eradicazione della polio

La Giornata Mondiale della Polio è il 24 ottobre, e noi invitiamo tutti i club Rotary e Rotaract a mostrare il loro supporto registrando la loro partecipazione su endpolio.org/it. Cosa state aspettando?

L’eradicazione della polio è l’obiettivo principale del Rotary da oltre 30 anni, quindi è importante mostrare il proprio supporto, ed è facile.

Desideriamo mostrare che i soci del Rotary hanno ancora a cuore l’eradicazione della polio, una promessa che abbiamo fatto molto tempo fa ai bambini del mondo. Che si tratti di ospitare un evento o una raccolta fondi, di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’immunizzazione contro la polio sui social media, o di fare una semplice presentazione durante una riunione, è importante mostrare che stiamo facendo la differenza. Ciò che conta è aumentare la consapevolezza per una causa che è importante per tutti i Rotariani e gli amici della nostra organizzazione. E non occorre aspettare fino al 24 ottobre per mostrare la vostra partecipazione su endpolio.org. Fatelo oggi stesso.

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Sacchetti alimentari colmano la lacuna causata dalla pandemia

distributing food bags
Soci del Rotary Club di Roatan, Bay Islands, Honduras, controllano i nomi da una lista mentre distribuiscono sacchetti alimentari sull’isola di St. Helene.

a cura di Roger Bjoroy-Karlsen, Rotary Club di Roatan, Bay Islands, Honduras

Sono su una piccola barca carica di sacchetti alimentari diretta agli abitanti di St. Helene, una piccola isola lunga circa due miglia e larga un miglio, separata da un canale dall’isola di Roatan. Roatan è la più grande delle Isole della Baia situata al largo della costa settentrionale dell’Honduras.

Mentre le onde colpiscono la nostra barca, i miei pensieri vagano alle circa 1.000 persone in 218 famiglie che hanno bisogno del cibo che stiamo consegnando. Molti dei quali non hanno reddito perché hanno perso il lavoro a causa della pandemia di COVID-19. St. Helene non ha strade e infrastrutture. La sua gente discende dagli schiavi africani portati dagli inglesi in Giamaica e nelle isole Cayman, che poi sono emigrati a Roatan dopo aver ottenuto la libertà negli anni attorno al 1830.

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Supporto dei professionisti Rotariani alla campagna di vaccinazione anti Covid-19

Firma dell'accordo per il progetto con le autorità.
Firma della convenzione con le autorità sanitarie per lo svolgimento del volontariato dei club Rotary della Calabria.

a cura di Lucia Baroni Marino (RC Paola MTC)

Il 13 novembre 2020, quando il vaccino anti Covid-19 non era ancora una realtà, con grande lungimiranza, viene proposta la costituzione di un gruppo di medici volontari Rotariani in modo da essere preparati ad affrontare la futura campagna vaccinale anti Covid-19.

Il PDG “Ciccio” Socievole, ricordando la notevole esperienza in tema di vaccinazioni maturata dai Rotariani in 32 anni di impegno per l’eradicazione della poliomielite a livello mondiale, propone la sua iniziativa con queste parole: “Sono certo che la speranza per un ritorno alla normalità è legata alla scoperta ed all’impiego del vaccino, perciò dobbiamo prepararci a collaborare con il Servizio Sanitario Nazionale ad una imminente campagna vaccinale. La costituzione di una task force di professionisti Rotariani volontari andrà a costituire il DONO DEL ROTARY CONTRO IL COVID-19. Ciò permetterà, fra l’altro, ai medici del SSN di tornare al proprio servizio in parte tralasciato durante le fasi di emergenza”.

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Service per pulire la panchina più lunga del mondo

A cura di Olderico Caviglia, DISC del Distretto 2041

Sabato 5 giugno, dalle ore 15:00 alle ore 18.00, si è svolto un grande progetto di riqualificazione al Parco del Portello (Parco Industria Alfa Romeo) a Milano. Un contributo spontaneo che i giovani di numerosi Club Rotaract di Milano del Distretto 2041 hanno portato a questo ambito territoriale. Oltre 90 volontari del Rotaract milanese, finanziatori dell’intero progetto, coordinati da Fabiola Minoletti del Coordinamento dei Comitati Milanesi si sono uniti per pulire la panchina più lunga del mondo di 208 metri di lunghezza, composta da 1800 stecche e con 500 gambe di metallo.

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Nuovo Rotary club affronta il traffico di esseri umani

a cura di Usha Reddi, president, Rotary Club of Community Action Against Human Trafficking

Come insegnante, ho sentito parlare di bambini nella mia scuola che venivano sfruttati sessualmente per soldi, e mi sono sentita impotente a fare qualcosa al riguardo. Questo avveniva all’interno delle famiglie come un business e per sostenere le dipendenze dalla droga. I bambini venivano allontanati da una famiglia per un paio di giorni, ma poi venivano rimessi nella stessa famiglia.

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Conviviale diffusa

L’iniziativa “Conviviale diffusa” per Rotary Day

A cura di Massimo Melis, Socio del Rotary Club di Quartu Sant’Elena, Sardegna, Distretto Rotary 2080

L’abbiamo chiamata “Conviviale diffusa”. Il 23 febbraio, nel giorno del Rotary Day, abbiamo celebrato il nostro anniversario mobilitando tutti i soci del Distretto 2080. L’obiettivo era ambizioso: aiutare sia chi ha più bisogno, sia il mondo della ristorazione. E riunire in un’unica conviviale i rotariani del Lazio e della Sardegna che in questi lunghi mesi di pandemia hanno dovuto ideare sempre nuove modalità d’incontro in sicurezza. Ogni Club ha quindi individuato un ristorante di riferimento, deciso il menù e ordinato un congruo numero di pasti.

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CODOGNO ZONA ROSSA: IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

A cura di Vittorio Bertoni, Coordinatore commissione immagine e pubbliche relazioni, Distretto 2050

Il Rotary Club Codogno ha organizzato, sabato 26 settembre presso il quartiere fieristico “G. Vezzulli”, un evento particolarmente sentito per dire grazie ai tanti operatori, sanitari, militari e volontari che, anche con il sacrificio della loro vita, hanno “dato una mano” alla popolazione per superare nel migliore dei modi l’emergenza da Covid-19.

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Ogni bottiglia di whisky contiene una storia

Rüdiger Niemz. 4 giugno 2019, Amburgo, Germania.

Storia di Rüdiger Niemz, del Rotary Club di Mondseeland, Austria, riportata alla nostra corrispondente Diana Schoberg. Foto di Monika Lozinska

Quando sono stato invitato a fare parte del Rotary, invece di fare una presentazione sul mio lavoro, come ci si aspetta da tutti, ho fatto una degustazione di whisky.

Ho cominciato a interessarmi del whisky grazie ai miei tanti viaggi come giornalista. Stavo lavorando a degli show sui viaggi in Paesi stranieri. Tornavo molto tardi all’hotel dopo le riprese e montaggio, e incontravo qualcuno al bar. Si iniziava a parlare e a bere del whisky. Non bevevamo il whisky per ubriacarci. Fa parte di uno stile di vita eccitante.
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Si rimane educatori per tutta la vita

Ella Lacey. 3 giugno 2019, Amburgo, Germania

Storia di Ella Phillips Lacey, socia del Rotary Club di Carbondale, Illinois, USA, riportata dalla nostra corrispondente Jenny Llakmani. Foto di Monika Lozinska

Ero una docente presso la scuola di medicina della Southern Illinois University per 22 anni. Il mio dottorato di ricerca è in educazione sanitaria. Alla fine del 1994, dopo essere andata in pensione, ho lavorato per il Peace Corps. È stato un passo di transizione per me. Penso che sia una grande opportunità per chi va in pensione. Quando si lavora in seno a culture così diverse dalla tua, come lo era il Malawi per me, è bello avere già alcune esperienze di vita. A volte, quando si lascia l’Università per la prima volta, pensiamo di aver imparato tutto quello che ci serve sapere.
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