Trasmettere la passione del “Fare del bene” con consapevolezza aiuta a migliorare anche noi stessi

A cura dello staff del Rotary International

Non una giornata qualunque. Non una semplice celebrazione, ma la testimonianza che le parole di Arch C. Klumph “non dobbiamo vivere in modo egoistico, ma con la gioia di fare del bene agli altri” seminate al Congresso di Atlanta nel 1917, da cui è scaturita l’idea della Rotary Foundation, continuano a generare ottimi frutti.

Questo il significato più profondo di “Major Donor”, l’evento di riconoscimento per Grandi donatori trasmesso online da Venezia, causa le restrizioni imposte dal Covid-19, domenica 15 novembre, che ha raccolto l’adesione di ben 174 partecipanti.

I lavori sono stati introdotti dal past governatore del Distretto 2042, Alberto Ganna che ha sottolineato l’importanza di essere connessi, nonostante la lontananza e ha ringraziato i Grandi donatori della Fondazione. “Ad essi va tutta la nostra stima e riconoscenza. È anche grazie a loro che i nostri laboriosi Distretti servono le comunità vicine oppure quelle tanto distanti da noi”.

La parola è passata poi al board director, Roger Lhors che ha posto l’accento su come sia centrale il ruolo delle persone che con i loro gesti continuano a garantire il successo della Fondazione e il “fare del bene nel mondo”. Ha ricordato quanto sia vicino il grande obiettivo dell’eradicazione della polio e annunciato la priorità di aumentare il fondo di dotazione a 2.025 milioni di dollari entro il 2025, cifra che consentirà alla Fondazione di erogare ogni anno, in perpetuità, oltre 150milioni di dollari di sostegno. “Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo aumentare il numero di donatori. La vera filantropia non si misura dalla dimensione della donazione, ma dalla relazione rispetto alla capacità finanziaria del donatore”.

Il past Presidente del RI e attuale Chair della Fondazione Rotary, “Ravi” Ravindran, ha celebrato l’Italia come uno dei Paesi che ha visto un notevole aumento dei Grandi donatori. “Un grande progresso che dimostra che i nostri programmi sono ora meglio compresi e più visibili, sia all’interno che all’esterno del Rotary. La Fondazione Rotary ci ricorda costantemente il motivo per cui siamo qui.  Ci ricorda chi è che serviamo. Ci ricorda che è questo il nostro momento e che dobbiamo afferrarlo”.

È toccato quindi all’E/MGA Omar Bortoletti introdurre il momento ufficiale della proclamazione dei 16 nuovi Grandi donatori dei distretti italiani. “Amo definire il Rotary la ‘fabbrica del Bene’, ma non è una fabbrica che produce reddito, pertanto, se non crediamo maggiormente nella “Cultura del dono”, ci autolimitiamo nella nostra capacità di fare del bene”. La lettura delle testimonianze e dei “case history” personali ha coinvolto emotivamente i partecipanti facendo capire come l’atto del donare sia positivamente contagioso. “L’esempio di questi cuori generosi non si ferma, ma si propaga per indurre altre persone a fare altrettanto. Spesso basta una persona per fare la differenza e creare opportunità. Non sottovalutiamo l’influenza esercitata da un singolo individuo. C’è un vecchio detto che afferma: “Ovunque tu vada, vai con tutto il tuo cuore”. Vi esorto dunque ad aprire i vostri cuori e a fare un dono alla vostra Fondazione. Potrebbe essere il gesto più importante della vostra vita”.

La mattinata ha infine regalato un ulteriore significativo momento. Il Rotary Club Morimondo Abbazia appartenente al Distretto 2050 ha voluto ricordare la memoria del suo fondatore scomparso da qualche mese, istituendo la “Medaglia Ambrogio Locatelli – ambasciatore dell’amicizia e della solidarietà” che ogni anno sarà conferita a una persona che si sia distinta in ambito locale e a una persona che si sia distinta in ambito internazionale per aver promosso amicizia e solidarietà tra persone, comunità e popoli. Quest’anno il riconoscimento è stato consegnato al presidente K.R. Ravindran per il suo perseverante impegno nel migliorare la vita delle persone nelle comunità di tutto il mondo attraverso il servizio. Nelle commosse parole della moglie Mariangela Donà è riassunto il senso del suo impegno. “La Fondazione era considerata da Ambrogio la concretizzazione dello spirito rotariano, il “servire al di sopra di ogni interesse personale”. Lo spirito di servizio, di amore e di cura per l’intera umanità erano i punti centrali della sua vita. Per lui era doveroso dare l’esempio, perché, come amava ripetere, se aderisci ad un progetto, devi essere il primo a dare l’esempio per far sì che gli altri siano spronati a fare altrettanto per raggiungere l’obiettivo. Questo era il suo modo di agire nel Rotary e nella vita”. La famiglia Locatelli, il club e alcuni soci in modo personale hanno deciso di accompagnare il conferimento della medaglia con una donazione di 10.000 dollari al Fondo mondiale, una cifra che permetterà di intraprendere concrete espressioni di solidarietà.

Con il tocco della campana, così come si era aperta, si è conclusa una mattinata intensa, fondata sui due capisaldi della filantropia e del servizio che, incontrandosi nella Rotary Foundation e nel Rotary, diventano la migliore declinazione tra la teoria e la pratica e la perfetta sintesi tra la necessità di riconoscersi come persone e di ritrovarsi nel “fare del bene”.

Un pensiero su “Trasmettere la passione del “Fare del bene” con consapevolezza aiuta a migliorare anche noi stessi

  1. Incontro davvero motivante e personale. Grazie a tutti i sostenitori della nostra Fondazione per aver partecipato cosi’ numerosi per accogliere il Presidente Ravi.

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