Buon compleanno, Rotary!

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Foto d’archivio
Post a cura di Donato Donnoli, RC Val D’Agri, DGE D. 2120

Siamo a 113 anni da quel 23 febbraio del 1905, quando, in una “notte buia”, 4 uomini si riunirono e diedero vita al Rotary. Ora, al 23 febbraio 2018, possiamo senz’altro affermare che, in una “giornata di sole” (un “sole” che è dentro di noi per pensieri ed azioni), più di un milione e duecentomila uomini e donne lavorano, nel mondo, per il bene dell’umanità nel segno del Rotary. Su che cosa poggia questa straordinaria longevità che ha portato il Rotary International a divenire la più antica e prestigiosa organizzazione di “Club di Servizio” al mondo? La risposta a questa domanda non è una sola: tante e varie sono le caratteristiche, le circostanze, le qualità espresse negli anni che hanno permesso il raggiungimento di questo risultato. Io vorrei citarne una, di queste caratteristiche, (che potrebbe racchiuderle tutte): la forza dell’ideale. Albert Schweitzer, teologo, musicista, medico e grande filantropo, ha scritto: “La forza degli ideali è incalcolabile.

Non vediamo alcuna forza in una goccia d’acqua, ma lasciamola cadere in una fessura della roccia e trasformarsi in ghiaccio, essa fenderà la pietra; divenuta vapore l’acqua muove i pistoni delle più potenti macchine. Le è accaduto qualcosa che rende attiva ed efficace la forza latente in essa. La medesima cosa avviene per gli ideali. Gli ideali sono pensieri, fin tanto che esistono puramente allo stato di pensieri la loro forza interna rimane inefficace per quanto vivo possa essere l’entusiasmo e profonda la convinzione che li accompagna. Soltanto quando vanno a far parte di qualche particolare personalità umana la loro forza diviene efficace”. Quella “particolare personalità umana” è, per noi rotariani, Paul Harris, seguito poi, come un “grande fiume”, da tutti noi che crediamo e facciamo nostro l’alto ideale del Rotary. In un capitolo del libro di Paul Harris La mia strada verso il Rotary viene narrato un episodio dove, l’allora Segretario Generale, Chesley “Ches” Perry introduce nell’Ufficio di Paul Harris, a Chicago, due rotariani che lo salutano come il “fondatore del Rotary”. Paul Harris ringrazia, ma sottolinea che il suo ruolo è stato eccessivamente enfatizzato dai due entusiasti rotariani. In questa circostanza, il Segretario Perry, con grande perspicacia, dice a Paul Harris: “ Suppongo che i rotariani vengano a farti visita, Paul, un po’ con lo stesso spirito con cui si va a visitare la sorgente di un grande fiume”. L’episodio ci rammenta che l’ideale espresso da una “particolare personalità umana” può divenire l’ideale di altre “particolari personalità umane”e aiutare,così, a dare forma alle loro azioni. Va comunque detto che per vivere, per continuare a dare frutti, un ideale, anche il più bello, ha necessità di essere “coltivato” e il “terreno di coltura” dell’ideale è la speranza.  Il rotariano crede nella speranza, nel dialogo, e crede nell’effetto più benefico del dialogo che è la pace e la comprensione tra i popoli di tutto il mondo. Perciò, consapevoli della nostra storia e della qualità delle nostre azioni, puntiamo a proiettarci verso il futuro partendo da quella “notte buia” del 23 febbraio 1905 sulla scia di quei quattro “semplici”, “normali”, ma grandi uomini che hanno saputo intravedere la “magnifica grazia” di essere vicino agli altri. Paul Harris, il primo di quei quattro uomini, ha marcato in maniera indelebile lo spirito rotariano, diventandone l’icona più rappresentativa. Destino delle icone è quello di essere continuamente rievocate e riscritte riuscendo, così, ad ispirarci. Proviamo, allora, a rileggere, per festeggiare questo “compleanno” del Rotary, una riflessione di Paul Harris su ciò che il Rotary può darci e su ciò che possiamo attenderci dal Rotary: “Se il Rotary ci ha incoraggiato a considerare la vita e gli altri con maggiore  benevolenza, se il Rotary ci ha insegnato ad essere più tolleranti e a vedere sempre il meglio in ognuno, se il Rotary ci ha permesso di creare contatti interessanti e utili con altri che a loro volta stanno cercando di catturare e trasmettere la gioia e la bellezza della vita, allora il Rotary ci ha dato tutto ciò che possiamo attenderci”.

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